Penso invece a noialtri. Perché una VIP convertita viene chiamata ovunque, da parroci, associazioni, diocesi...? Perché la testimonianza di una VIP è più importante di quella di un carcerato, di un disoccupato o di un vescovo? Questo non lo dico io, ma i numeri. Provate a fare un incontro-testimonianza con un carcerato, poi fatemi sapere quanta gente ha partecipato. La mia chiesa contiene quasi mille persone e ieri era piena. Mi chiedo, in fondo che differenza passa tra un momento di preghiera di questo genere e San Remo? Ma soprattutto...chi frequenta certi ambienti sa bene che ci si chiede spesso come "attirare" le persone, poi se si parla di giovani a volte sembra che si organizza una caccia alla volpe. Sa bene pure che alla domanda "come attirare la gente", spesso si risponde "chiamiamo un personaggio famoso". Come al solito, è la domanda sbagliata che genera risposte un po' bizzarre. Quindi io propongo di non usare più il verbo "attirare". Anche perché come al solito Gesù nel Vangelo è stato fin troppo chiaro, dalla Croce ha detto: "Quando sarò elevato da terra, attirerò tutti a me". Ci pensa Lui. Punto.
sabato 7 marzo 2009
pregare con un vip
Penso invece a noialtri. Perché una VIP convertita viene chiamata ovunque, da parroci, associazioni, diocesi...? Perché la testimonianza di una VIP è più importante di quella di un carcerato, di un disoccupato o di un vescovo? Questo non lo dico io, ma i numeri. Provate a fare un incontro-testimonianza con un carcerato, poi fatemi sapere quanta gente ha partecipato. La mia chiesa contiene quasi mille persone e ieri era piena. Mi chiedo, in fondo che differenza passa tra un momento di preghiera di questo genere e San Remo? Ma soprattutto...chi frequenta certi ambienti sa bene che ci si chiede spesso come "attirare" le persone, poi se si parla di giovani a volte sembra che si organizza una caccia alla volpe. Sa bene pure che alla domanda "come attirare la gente", spesso si risponde "chiamiamo un personaggio famoso". Come al solito, è la domanda sbagliata che genera risposte un po' bizzarre. Quindi io propongo di non usare più il verbo "attirare". Anche perché come al solito Gesù nel Vangelo è stato fin troppo chiaro, dalla Croce ha detto: "Quando sarò elevato da terra, attirerò tutti a me". Ci pensa Lui. Punto.
lunedì 9 febbraio 2009
Partito Xenofobo, parola di Le Figaro

Guardare l'Italia con gli occhi e le parole degli altri, è un esercizio che mi piace fare. E' uno dei pochi modi per sentire chiamare le cose con il proprio nome. Per esempio, la Lega Nord è un partito xenofobo. Semplice. Lo trovo scritto in un articolo del questidiano francese Le Figaro, giornale famoso in tutto il mondo, e riconosciuta la sua linea politica di centro-destra. Quindi, non stiamo parlando di un giornale di comunisti.
Ve lo immaginate in Italia che succederebbe se qualcuno iniziasse a chiamare le cose con il proprio nome? Se qualcuno venisse a scoprire che Berlusconi sta scientificamente svuotando la Costituzione (che egli stesso ha definito più volte "sovietica", e più volte ha esplicitato la volontà di cambiarla visto che si ispira alla carta dell'Uione Sovietica). Se qualcuno per esempio dicesse chiaramente che uno come Berlusconi è incostituzionale, irregolare molto più di tanti fratelli e sorelle migranti.
Per adesso, ci accontentiamo di un francese che ci ricorda che la Lega è un partito xenofobo. Iniziamo...
secondo la Lega Nord, che l’ha imposta, è “il solo mezzo di combattere le epidemie che trasmettono gli immigrati”. Secondo i senatori di questo partito xenofobo, bisogna “finirla con i buoni sentimenti” e far capire veramente ai clandestini che l’Italia non è per loro un paradiso. ItaliadallesteroEcco la frase originale:
En revanche, pour la Ligue du Nord, qui l'a imposée, c'est «le seul moyen de combattre les épidémies que transmettent les immigrés» (sic !). Pour les sénateurs de ce parti xénophobe, il faut «en finir avec les bons sentiments» et faire vraiment comprendre aux clandestins que l'Italie n'est pas un paradis pour eux. Le Figaro
giovedì 5 febbraio 2009
Abitare
Abito in Calabria, una terra che frana.
Anche il terreno è stanco, schiacciato, impoverito. Anche la terra non ce la fa più e cede. L'hanno scavata, spogliata, stuprata. Ora cede, come ha ceduto tante altre volte. Ora si fa sentire di più, come un movimento sociale. Forse, visto che gli abitanti non si ribellano ci sta pensando lei. Abito in Calabria, molto più difficile abitare la Calabria: lo stato d'animo è come il terreno, frana e cede sotto il peso del potere, delle ingiustizie, delle mafie. Abitare la Calabria, assediata e occupata da una classe politica sempre uguale, nelle facce e nei sistemi; assediata e occupata dalla criminalità organizzata, radicata e collegata.
Vivo in Italia, un Paese razzista. Un Paese in cui spesso è la vergogna il sentimento che ci accompagna. L'ultima vergogna questa mattina in Parlamento.
Abitare l'Italia, intrisa di veleni, di egoismi, di bugie.
Vivere con fede. Qua si apre lo spazio per la meditazione, per il silenzio, per la ricerca silenziosa e seria di un Senso.
Vivere con fede in questa Calabria, in questa Italia. Che significa? Più mi guardo intorno, più mi guardo dentro...più questo Salmo mi scuote.
giovedì 15 gennaio 2009
mercoledì 7 gennaio 2009
auguri

"Quando ebbero tutto compiuto secondo la Legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nazaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era sopra di lui" Lc 2, 39-40
Auguri!!!
L'Epifania tutte le feste porta via. Riprendiamo la nostra quotidianità, i 30 anni da trascorrere nella nostra piccola Nazaret.
Buon lavoro, buono studio, buone piccole e grandi cose, buoni preparativi, buona pazienza.
A proposito di attesa, ho ritrovato uno scritto di Vaclav Havel, Aspettare che germogli il grano, ve riporto un passaggio, come augurio per vivere bene i nostri giorni pieni, le nostre corse, le nostre ansie, le nostre gioie...
"Volevo far progredire la storia un po' come un bambino che si mette a tirare una pianta per farla crescere più in fretta. Credo che bisogna imparare ad aspettare così come si impara a creare. Seminare pazientemente il grano, annaffiare assiduamente la terra che lo ricopre e concedere alle piante i loro tempi" V. Havel
Auguri!
mercoledì 24 dicembre 2008
il clandestino di Betlemme
L'inatteso. Su Il Sole 24 Ore del 21 Dicembre: “Il clandestino di Betlemme”, a firma di Gianfranco Ravasi. Non me lo sarei aspettato, comunque un titolo così su un giornale così non passa inosservato.
È vero, Gesù nasce ed è straniero, un clandestino, un profugo. La Sacra Famiglia sono tre fuggiaschi verso l'Egitto. Scrive Ravasi: “è tutt'altro che artificiosa l'applicazione delle tormentate storie degli immigrati, dei nomadi, dei clandestini che occupano i nostri giornali alla vicenda del bambino Gesù di Betlemme”. È ancora più vero, dunque, che di fronte a tutto questo va in frantumi la retorica dei nostri natali, dei nostri bambinelli lucidi, dei nostri auguri pii, delle nostre frasi “profonde” (o forse solo ad effetto). Tutto va in frantumi, come i presepi di ceramica o le palle di cristallo dell'albero di natale. Risuonano i versi di Turoldo: “La tristezza di questi natali, Signore, ti muova a pietà” (Amaro riso di angeli). Mi resta la mia carne, la mia stoltezza, e le ferite dei tanti tentativi di appropriarmi di Gesù. La luce non posso chiuderla in una mano, diventa buio. Gesù è straniero e clandestino nella mia vita, per questo nasce sempre; la mia vita è piena di stranieri e clandestini, io stesso spesso lo sono, per questo nasce sempre. Gesù è straniero ai miei desideri, la promessa di Dio li sorpassa tutti. Gesù è un clandestino che nasce in un posto sporco. Come dire, “pulisco” il salone per accoglierlo...e Lui intanto si è sistemato nel garage puzzolente. Mi spiazza ogni volta questa cosa. Natale è scomodo, come gli auguri di don Tonino Bello. Mi accorgo che la realtà è che Lui è già nato, vissuto, morto e Risorto. La realtà è che Lui è con noi sempre ad ogni passo, regolare o irregolare; ad ogni ora, della notte e del giorno; in ogni luogo della vita, pulito o sporco che sia. A noi cosa resta? Che ce ne accorgiamo. Lo so, non c'è niente di nobile o di spiritualmente eroico. Ma nasce una gioia meravigliosa, accorgersi della grazia, dei doni, del perdono. Amazing grace! Buon Natale!
Vieni di notte,
ma nel nostro cuore è sempre notte:
e dunque vieni sempre, Signore.
Vieni in silenzio,
noi non sappiamo più cosa dirci:
e dunque vieni sempre, Signore.
Vieni in solitudine,
ma ognuno di noi è sempre più solo:
e dunque vieni sempre, Signore.
Vieni , figlio della pace,
noi ignoriamo cosa sia la pace:
e dunque vieni sempre, Signore.
Vieni a consolarci,
noi siamo sempre più tristi:
e dunque vieni sempre , Signore.
Vieni a cercarci,
noi siamo sempre più perduti:
e dunque vieni sempre, Signore.
Vieni tu che ci ami:
nessuno è in comunione col fratello
se prima non è con te, Signore.
Noi siamo tutti lontani, smarriti,
né sappiamo chi siamo, cosa vogliamo.
Vieni, Signore.
Vieni sempre, Signore.
David Maria Turoldo
mercoledì 13 agosto 2008
Learning is...
![]() |
| Da Points of view |
Kay, my English teacher, says that speaking another language means changing ourselves: the movements of our body, and the movements of all facial muscles too! Why should I change myself after twenty-nine years of building? Why should my facial muscles change their movements? Poor muscles! And my poor brain! However, in my opinion the answer is inside. Our ability to welcome the diversity, especially when it's inside us!
I'm not a psychologist, I've just written about my experience. Actually I think that if we give some meaning to the learning experience, we can have an unique experience in life!

